mercoledì 3 agosto 2011

Diario di Gioco 141

E' sempre bello quando vedi un gioco con una meccanica che non ti aspetti, specialmente se rimani scettico quando senti come funziona e ti devi ricredere quando la provi.

Shogun mi ha fatto esattamente questo effetto. Ambientato nel giappone dell'era Sengoku il giocatore impersona uno dei capi delle grandi famiglie dell'epoca, impegnato nel conflitto per la conquista del territorio.

Il gioco ha una preparazione piuttosto complessa, ogni giocatore ha una serie di armate (composte da blocchetti di legno), per prima cosa i giocatori formano un mazzo di carte (ogni carta indica un territorio), ne girano due e a turno decidono se prendere uno dei due territori scoperti o prenderne uno a caso dalla pila, dopodiché ci piazzano sopra una delle loro armate.

Alla fine di tutto ogni giocatore dovrebbe avere nove territori. Si prepara il mazzo delle azioni, composto da dieci carte, e si piazzano, metà scoperte e metà coperte, in sequanza. I Giocatori piazzano sulla propria plancia, che riproduce le azioni, la carta del territorio dove vogliono che l'azione corrispondente venga risolta. Dopo che tutti hanno fatto vengono risolte le azioni.

Viene fatta anche un asta per determinare l'ordine di gioco e un bonus casuale associato all'ordine.


La meccanica di cui parlavo all'inizio riguarda il combattimento, c'è una torre dai piani sfalsati (simile a quella di Mordim Arosa) dove i giocatori gettano i cubetti che intendono usare in battaglia. Quelli che escono vengono accoppiati in modo da togliere i cubetti di entrambi i giocatori, i cubetti che non hanno coppia determinano il vincitore. Ad esempio io metto sei cubetti, il mio avversario quattro. Dalla torre ne escono solo tre miei e tutti e quattro i cubetti del mio avversario. Tre cubetti a testa si annullano, rimane quello del mio avversario che quindi vince lo scontro. La cosa particolare è che i cubetti dentro la torre restano lì finché non escono, per cui i miei tre cubetti che non sono usciti potrebbero uscire in seguito, dandomi un vantaggio in un'altro combattimento o portando truppe in luoghi lontano.

Devo ammettere che pur rivalutandone l'effetto possono succedere eventi curiosi che non mi tornano a livello di fuffa, ad esempio può succedere che un singolo cubetto si trasformi in una grande armata, oppure che truppe spariscano da un lato della mappa per riapparire sull'altro... insomma nulla di inspiegabile, solo qualcosa a cui non sono abituato, per cui mi sembra strano.

Da Giocando 2011

Il gioco si svolge su due anni, e presenta molte qualità, bisogna gestire gli inevitabili tumulti per le tasse, costruire templi, teatri e castelli, sfamare le truppe... insomma le cose da fare non mancano.

In definitiva un voto positivo per la novità.

3 commenti:

  1. I played this many years ago and you got figures or is this a different version?

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  2. Yep, probably you played version, this is from 2006 and use the same system as Wallenstein.

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  3. Looks great. You've also reminded me to buy some card sleeves! :)

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